Dimensione testo:   Carattere Piccolo Carattere Standard Carattere Grande


Menù Principale

· Upload
· HOME
· LINK
· FAQ


Benvenuto

Nome di Login:

Password:




Ricordami

[ ]
[ ]
[ ]

Intestazione


»TRAPANI: SPARI CONTRO AUTO FAMILIARE, UN ARRESTO
Palermo, 27 lug. (AdnKronos) - Ha impugnato una pistola e ha sparato contro l'auto di un familiare ...
»Incendio Castel Fusano, chiesta convalida arresto iracheno
Atti della Procura di Roma all'attenzione del gip Roma, 27 lug. (askanews) - La procura di Roma ha ...
»CATANIA: COSTRINGE COMPAGNA A RUBARE E PROSTITUIRSI, ARRESTATO R
CATANIA (ITALPRESS) - I Carabinieri hanno arrestato a Catania un 50enne di origini rumene. L'uomo av ...
»Devasta banchetto Testimoni Geova e ruba tablet, arrestato
(ANSA) - BARDOLINO (VERONA), 27 LUG - Un francese di 40 anni, senza fissa dimora, è stato arrestato ...


Data di pubblicazione: Non conosciuto(a)
Dettagli

Siamo su Facebook

Translate This Page

FAQ


gen

21

2013

L’ARROGANZA DEI POLITICANTI  

Di Alberto Tuzzi


Politicanti sono tutti quei politici che non solo sono stati nominati e non eletti dal popolo, ma che si rifiutano anche di confrontarsi con le forze sociali e con le varie rappresentanze dei cittadini. Una vecchia battuta da cabaret recita: “molti dei nostri politici sono degli incapaci, i  restanti sono capaci di tutto”. Come dice un vecchio proverbio al peggio non c’è mai fine. Con un governo dimissionario e le elezioni politiche che si terranno fra due mesi, la casta politica parlamentare non si è preoccupata di permetterci di scegliere i prossimi politici che andranno in Parlamento né, tanto meno, di ridursi gli scandalosi privilegi, ma si è preoccupata di approvare la pseudo riforma dello strumento militare. 
 

Come se non bastasse poi, allo schiaffo dato al personale militare,  ai suoi rappresentanti e a tutti coloro che chiedevano riflessione e approfondimenti, al danno hanno voluto aggiungere la beffa. Il dileggio sta nel fatto che contemporaneamente al voto di una non riforma, hanno votato decine di ordini del giorno, come se noi cittadini non sapessimo che non servono a nulla ed è solo fumo negli occhi per i creduloni e un tentativo per lavarsi la coscienza. La domanda che ci dobbiamo porre è: ma perché il Parlamento, alias le forze politiche, hanno avuto tanta fretta di approvare una legge che nulla ha di riforma se non i tagli del personale? Quali interessi particolari si stanno perseguendo?  Mentre è facile capire le ambizioni del Ministro Di Paola, che si sta costruendo il futuro politico e/o tecnico presso qualche grande industria, magari di armamenti, risulta completamente incomprensibile come centro destra e centro sinistra possano indistintamente sostenere la stessa linea politica, su un problema di tale portata e con un profondo impatto sociale. L’ultimo appello alla buona politica, purtroppo rimasto inascoltato, è giunto dal Cocer Aeronautica che, congiuntamente con il Cocer Esercito e il Cocer Marina, chiedevano al Parlamento di fermare il DDL di riforma dello strumento militare. Nel comunicato veniva egregiamente evidenziato che la pseudo riforma altro non è che tagli del personale ed aumento del precariato. Ma, come è consuetudine della casta politica, l’accorato appello dei rappresentanti del personale è rimasto totalmente inascoltato. Ma è stato totalmente ignorato anche il parere fortemente negativo, articolato tecnicamente e politicamente, del Generale Fabio Mini, contenuto in una intervento pubblicato su  Il Nuovo giornale dei Militari,  quando ancora si poteva bloccare il disegno di legge. Egli ha tra l’altro affermato: ”E’ una delega al buio e tuttavia dai pochi criteri enunciati si desume la volontà di non operare una revisione coerente e motivata ma di avere l’autorizzazione ad operare una serie di sforbiciate strutturali e di tagli al personale salvaguardando invece i programmi di maggiore interesse del vertice della difesa”. Proseguendo nella sua analisi il generale sostiene che: “ Gli obiettivi del governo dovrebbero essere quelli di: a) garantire un immediato risparmio di cassa per contribuire concretamente al pareggio di bilancio, b) ristrutturare l’organizzazione in modo da non spostare i debiti nel tempo, ridurre le spese in maniera sistematica almeno per il prossimo decennio e garantire ulteriormente il quadro sociale creando tensioni fra il personale. Tali obiettivi se realmente e seriamente perseguiti avrebbero dovuto provocare: a) l’immediata sospensione sine die di ogni programma di acquisizione di materiali e sistemi d’arma, b) l’individuazione di un modello di difesa da realizzare in un determinato lasso di tempo, c) la graduale dismissione del personale. A dispetto di tutto ciò il progetto del ministro Di Paola: a) parte subito dal taglio del personale che non porterà alcun risparmio finanziario ma soltanto insoddisfazione che metterà in pericolo lo stesso programma politico complessivo; b) mantiene gli impegni di acquisizione già assunti aumentando quindi il debito; c) prevede piccoli aggiustamenti strutturali che non creeranno risparmi o maggiore efficienza; d) la struttura finale sarà comunque pletorica e inutilmente dispendiosa oltre ad essere aleatoria nella rispondenza alle esigenze operative prevedibili. Il progetto è attendista, teso a lasciar “passare la nottata”, come se lo strumento necessario fra dieci anni possa essere identico all’attuale ma soltanto numericamente ridotto per effetto del naturale esodo del personale e dei tagli”. Proseguendo nelle sue riflessioni il generale afferma anche:” Il calcolo delle spese per il personale e il cosiddetto sbilanciamento tra i settori di spesa è anch’esso un trucco contabile ma è anche una mistficazione. Le spese per il personale non sono spese improduttive e se lo strumento militare si basa sulla forza umana, come è attualmente il nostro e come è giusto che sia”. Poi ha asserito che il personale rimane la forza essenziale del nostro strumento di difesa e se il provvedimento andrà avanti, come è avvenuto, significa che il governo non ha nessuna intenzione di tagliare, né di risparmiare e nemmeno di operare una giusta e doverosa ristrutturazione delle forze armate. In conclusione il generale afferma che il Parlamento avrebbe dovuto fare:” 1) respingere il progetto, non concedere alcuna delega al buio e vincolare il governo a portare in parlamento un progetto di ristrutturazione definito e sottoporre ogni provvedimento attuativo all’approvazione del Parlamento stesso. 2) l’alternativa è quella di concedere una delega fissando però alcuni paletti funzionali e finanziari chiari e definiti. Ad esempio: fissare il tagli al 30% dell’attuale bilancio per i prossimi cinque anni; sospendere tutti i programmi di approvvigionamento, ridurre il reclutamento, ridurre il numero dei comandi e degli stati maggiori ( se lo stato maggiore della difesa vuole più potere deve avere il coraggio di eliminare gli stati maggiori subordinati e trasformarli in comandi di componente). Si risparmierebbero duplicati, si eviterebbero cordate corporative e che ciascuno stato maggiore si costituisca uno o più comandi subalterni detti di vertice. Si può imporre di riservare alle missioni internazionali un numero limitato di truppe operando una vera revisione dei risultati di quelle attuali e pretendere che il contributo italiano sia esclusivamente in ambito Onu, Unione europea e Nato ma in proporzione agli interessi nazionali da salvaguardare e non soltanto per mantenere in piedi organizzazioni pletoriche e al servizio degli altri. La cosiddetta coesione delle alleanze non può trasformarsi in scusa per l’autoreferenzialità di tali organizzazioni”. Nonostante  gli appelli i politicanti hanno, quasi tutti, seguito supinamente il Professore Presidente, forse sperando per il futuro in qualche posto al sole. L’unica forza politica che ha votato contro l’approvazione del provvedimento è stata l’Italia dei Valori. Pertanto non è casuale che l’unico intervento politicamente interessante effettuato in Parlamento, contro la pseudo riforma e a difesa del personale è stato quello dell’On. Augusto Di Stanislao. Il parlamentare durante la dichiarazione di voto finale ha, tra l’altro, affermato:” questo provvedimento, che è un disegno di legge delega, essendo una delega ad un governo che non c’è più, non andava attivato e avrebbe dovuto essere consegnato così com’è per lasciarlo nelle mani di un governo pienamente legittimato dal voto popolare e di un Parlamento altrettanto in grado di reggere l’urto di questa sfida che è prorompente, epocale per quello che produrrà e per quello che proporrà all’intero comparto. E’ un provvedimento che andrà adimpattare con la spending review, con l’armonizzazione pensionistica. Questo provvedimento, che impegna in dodici anni una somma enorme – 230 miliardi di euro – toglierà non poco ma tanto alle risorse legate alla formazione, all’addestramento, all’equipaggiamento e alla sicurezza del personale e a questo punto non porterà nessun tipo di riduzione all’interno del bilancio della difesa ma, e non paradossalmente, porterà un aumento delle spese che andranno nel versante degli armamenti”. In conclusione del suo intervento ha anche ribadito che:” l’equazione è semplice: tagliare il personale per comprare gli F-35”. Questa ultima affermazione, purtroppo, è la dura realtà, i politicanti hanno barattato posti di lavoro, ossia il personale militare, non certo dirigenziale, con gli armamenti. Oramai non ci resta che sperare in un intervento riparatore del prossimo Parlamento, pure nella consapevolezza che anch’esso sarà formato da politicanti comandati dai segretari dei partiti e non scelti dal popolo. D’altronde ciò che conta per la classe politica sono solo le poltrone, i posti di potere e i privilegi.  Una profonda delusione è stata vedere appiattiti sulle posizioni del governo, anche coloro che si dichiarano progressisti e dai quali ci saremmo aspettati uno scatto di reni. Il governo dimissionario assieme alla casta politica, hanno fatto il regalo di Natale ai militari, adesso spetta a loro con una semplice matita ricambiare il 24 e 25 febbraio prossimo. La politica da sola non sarà mai in grado autoriformarsi, spetta a noi cittadini tentare di riformarla e questo può avvenire esclusivamente con l’impegno, la partecipazione e, soprattutto, con la consapevolezza che i diritti vanno difesi e conquistati ogni giorno, altrimenti rischiamo di rimanere sempre dei cittadini succubi al servizio dei poteri forti dello Stato.
 
                                                                                                                            Alberto Tuzzi




  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: A_S_D_P icona autore |  Varie



Altre News

mar 23 ottobre 2012 - 14:32:20
NO alla Riforma Pensioni - NO ai Tagli di personale nelle FFAA - NO alla Revisione dello strumento Militare . MONTI Incontra una delegazione dei partecipanti - GIORNATA STORICA e risultati concreti
sab 06 ottobre 2012 - 09:03:16
Fonte: lasottilelinearossa.over-blog.it
ven 28 settembre 2012 - 11:57:07
Roma, 28 set. (Adnkronos)
sab 18 agosto 2012 - 15:23:24
di Luca Kocci pubblicato su Il manifesto, il 17/08/12

 

Tema Grafico by iWebSolutions - partner e107 Italia